La satira ci salverà?
Si sente il bisogno di un po' di buona satira, è l'arte che credo possa aiutare a sentirci meno frustrati, la satira ti fa sentire vivo, i satiri danno voce alle preoccupazioni del popolo, che siano sociali o politiche.
Vedere Luttazzi che attaccava in modo diretto il presidente del consiglio in aria di Mafia e processi per corruzione, usando immagini anche pornografiche o al limite dell'attacco personale, aiutava a liberarsi dall'impotenza, dal sentirsi inutile di fronte al potere arrogante e immorale, probabilmente era soltanto una sensazione, ma serviva a sentirsi più inclusi nella società.
Corrado Guzzanti e Sabina Guzzanti riuscivano a far ridere tutti, giovani e anziani, imprenditori e operai, pur avendo dei contenuti molto forti e senza peli sulla lingua, erano talmente geniali che riuscivano a fare le due cose insieme.
Come sappiamo la satira è scomparsa quasi completamente dalla TV, Berlusconi ha cominciato la guerra ai grandi giornalisti e agli artisti che lo attaccavano anche in modo duro, e il governo di estrema destra odierno ha completato il percorso, rendendo la vita in RAI sempre più difficile o impossibile a veri giornalisti e comici inarrivabili. I palinsensti si sono adeguati e hanno lasciato spazio soltanto all'intrattenimento comico e i grandi artisti si sono visti esclusi dalla possibilità di continuare a lavorare per i canali pubblici o i maggiori commerciali.
Gli anni '90 sono evaporati lasciando solo tracce di immagini e battute storiche nei programmi di RAI3 del direttore Guglielmi che aveva creato un filone indimenticabile di salotti e palchi dove si esibivano vari livelli di comici satirici italiani, Serena Dandini è stata la maestra d'orchestra che riusciva a mettere insieme e fare da spalla a decine di artisti.
Essendo all'epoca abbastanza presente e potente, la satira trascinava dietro di sè anche programmi molto meno qualitativi e fastidiosi per la politica, ma intelleggibili da un pubblico molto più vasto, meno esigente ma comunque attento anche se in modo molto più commerciale a ciò che accadeva nel proprio paese.
La stand-up commedy è interessante, ma dal vivo copre un nunero esponenzialmente più basso di quello che riusciva a catturare la tv, inoltre gli spettacoli sono a pagamento, la tv invece era gratis per tutti. Gli argomenti non sono prettamente satirici, si affrontano anche temi importanti a livello sociale ma in modo generico senza occuparsi di persone direttamente interessate, non si parla quasi mai di politica, oppure gli artisti parlano di loro stessi e delle loro esperienze vissute, insomma una scena abbastanza diversa e meno potente credo della satira come la si conosceva fino a qualche tempo fa.
Poi ci sono i fumettisti su alcuni quotidiani, artisti di buon livello che realizzano vignette molto belle sia a livello artistico che di contenuti e per finire non possiamo dimenticare artisti fumettisti che si dedicano di più alla realizzazione di storie adattabili nel formato cartaceo dei libri, ma anche cinematografico nel senso più largo che possiamo intendere oggi: sale cinematografiche, piattaforme a pagamento etc.
Scrivere di satira e provare a crearla è una necessità della quale è difficile fare a meno.
Aldo

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