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Danni dei Social Network

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Negli ultimi mesi si parla molto e aggiungerei giustamente, in tutto il mondo del pericolo causato dall’utilizzo dei Social Network per i minori di una certa età, che varia dai 12 ai 15 anni circa. Mi sembra una riflessione che per fortuna molti stati nel mondo sono arrivati a fare, anche se gli scienziati nelle loro ricerche non parlano solo degli adolescenti ma anche degli adulti. Addirittura negli Stati Uniti si è arrivati a condannare una delle maggiori aziende tech ad una sanzione molto importante. Il pericolo secondo la scienza è che l’utilizzo di questi spazi digitali da parte di bambini e adolescenti, adulti addicts per svariati motivi possa causare un deficit comportamentale, mentale, psicologico. A dire la verità si sapeva già alla nascita di queste applicazioni, il rischio era conosciuto da sociologi, psicologi, antropologi, ma le istituzioni e la popolazione mondiale hanno fatto finta di niente dicento: che male farà postare qualche foto? cercare amici di vecchia dat...

La satira ci salverà?

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  Si sente il bisogno di un po' di buona satira, è l'arte che credo possa aiutare a sentirci meno frustrati, la satira ti fa sentire vivo, i satiri danno voce alle preoccupazioni del popolo, che siano sociali o politiche.  Vedere Luttazzi che attaccava in modo diretto il presidente del consiglio in aria di Mafia e processi per corruzione, usando immagini anche pornografiche o al limite dell'attacco personale, aiutava a liberarsi dall'impotenza, dal sentirsi inutile di fronte al potere arrogante e immorale, probabilmente era soltanto una sensazione, ma serviva a sentirsi più inclusi nella società.  Corrado Guzzanti e Sabina Guzzanti riuscivano a far ridere tutti, giovani e anziani, imprenditori e operai, pur avendo dei contenuti molto forti e senza peli sulla lingua, erano talmente geniali che riuscivano a fare le due cose insieme. Come sappiamo la satira è scomparsa quasi completamente dalla TV, Berlusconi ha cominciato la guerra ai grandi giornalisti e agli artisti ...

Bianco lenzuolo

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                                                                                                                                                                        Il ritorno alle origini della mente, riavvolgere il nastro, ripercorrere le sinapsi al contrario fino al bianco puro lenzuolo della mente originaria. Le sensazioni iniziali del dopo nascita, l’incoscienza della scoperta, l’incontro con la conoscenza, con la consapevolezza di sé ci ha fatto uomini e ci ha segnati per sempr...
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  Nell’etere si nascondono le nostre parole, i nostri significati. Le nostre emozioni sono codificate da lettere e suoni che viaggiano sempre più nell’aria, in questo immenso mare di invisibile che svolge compiti speciali dalla notte dei tempi; tiene la temperatura media gradevole e atta alla vita, trasporta spore e semi, sposta aria fresca e calda da una parte all’altra del pianeta, accumula vapore acqueo che spesso diventa pioggia e fornisce l’acqua di cui abbiamo bisogno, dà ossigeno al fuoco etc etc. Negli ultimi due secoli c’è stato il salto di qualità, oltre a tutti i compiti naturali, ne sono arrivati altri frutto dell’intelligenza umana, è diventato il nastro trasportatore a velocità inimmaginabili di comunicazioni radio, telefono, tv, internet. Chiuse a folle velocità in cavi e fibre fini come capelli, oppure liberi nell’etere attraversano oceani e montagne senza paura e con mete ben precise. Mi immagino parole (scritte e orali), immagini, video, attraversa...

Sviluppo deteriore

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  È triste percepire giorno dopo giorno, quanto la nostra società stia cadendo in basso sotto molti aspetti, compreso quello della qualità della comunicazione. Dal modo di comunicare capisci in che fase dello sviluppo si trovi una specie animale. Stiamo regredendo notevolmente nel linguaggio, nel pensiero e nel modo in cui trasmettiamo i nostri pensieri.  Sviluppare nuove tecnologie che sembrano dare il senso del progredire verso nuove ed esaltanti esperienze, non corrisponde a dire che l'essere umano si stia evolvendo. Poche persone molto preparate studiano e inventano nuovi linguaggi, nuove macchine, queste nuove conoscenze in parte vengono utilizzate per aiutare e migliorare la qualità vita degli essere umani in questa società, prendiamo gli strumenti che vengono utilizzati in medicina, nella ricerca scientifica. Allo stesso modo queste tecnologie sono a disposizione di aziende globali che intervengono nella nostra vita quotidiana, creando strumenti e software che stanno...

Sogni confusi

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Sono distratto dal nulla che mi circonda, dalle montagne, da questo vento umido, che scende dai pendii per tuffarsi nel lago, sono indaffarato con i soliti giochi di bambino. Mi guardo intorno cercando i loro occhi genitoriali che sanno rassicurarti all’istante, quegli occhi che troppo spesso non riesco a ricordare, forse li ho persi negli antri dei cassetti della mente. Sono lucido, penso ai miei amici che iniziano ad andare a scuola, ma anche io dovrei stare li con loro!? Perché li sto pensando, dovrei viverli piuttosto, andiamo a scuola insieme ogni mattina! Frequentiamo la stessa classe! La terza A. Ecco spiegato, stavo sognando, i soliti sogni confusi che prendono spunto da ogni parte dei ricordi, dei pensieri, dei desideri. L’ultima cosa che ricordo, è di aver perso una sfida a flipper con il mio amico Giorgio, di solito vinco io, ma probabilmente ieri sera ero fuori forma o soltanto sfortunato.   Aldo Nani

See Emily play

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  Tempo fa mi è capitato di vedere per caso un documentario su una scultrice inglese, il suo nome è Emily Young. Ho scoperto che si tratta di un'artista incredibile per capacità manuali, creatività e soprattutto per la location (un antico convento in Toscana) dove ha deciso di installare il suo studio-casa o forse dovremmo dire casa-studio? Le opere dell'artista sono di rara bellezza e hanno un carattere fortissimo per scelta dei materiali, ispirazione creativa e capacità sopraffini nello scolpire. Oltre al suo enorme talento, Emily è famosa per essere stata la musa che ispirò Syd Barret per la scrittura del testo del brano "See Emily play". Per i non appassionati o per chi conosce soltanto le canzoni più note dei Pink Floyd, questo brano non rappresenta molto. Per chi invece ama la musica ed è appassionato del '900, questo brano racconta i primi passi di un artista e con lui di una band, che ha scolpito per sempre, a proposito di scultura, il proprio nome nella m...