Guerra o non guerra

 

“L’istinto della guerra e dell’aggressività è insita nell’essere umano”, questa affermazione è un grande abbaglio globale.

La natura degli umani è pacifica e istintivamente rivolta alla contemplazione della natura, è la società strutturata che ne corrompe l’istinto naturale e pacifico.

Su questo non ho dubbi e scoprendo Rousseau tanti anni fa me ne sono convinto e da allora non ho mai avuto esitazioni.

Il possesso di porzioni di terra iniziato con l’avvento e l’invenzione dell’agricoltura ha corroto tutto questo.

Le popolazioni nomadi di cacciatori/raccoglitori non hanno mai avuto bisogno di farsi la guerra fra esseri della stessa specie, probabilmente l’unica loro preoccupazione era difendersi dagli animali feroci, siamo stati prede per milioni di anni, finché la stanzialità non ha stravolto tutto.

Perchè negli ultimi secoli l’affermazione iniziale ha preso sempre più terreno nel pensiero collettivo? Sicuramente ha aiutato chi le guerre le ha sempre fatte, in nome della ricchezza, del potere o semplicemente per il bisogno di difendere e quindi allargare il proprio angolo di mondo dove proliferare e insistere.

Quindi partendo dal presupposto che non si può ritornare ad una società nomade (anche se esistono realtà millenarie ancora esistenti in varie parti remote del pianeta), si può sicuramente affermare che tutto ciò è gestibile, controllabile e tendenzialmente eliminabile.

Non siamo figli della guerra, siamo figli della coesione e della collaborazione, siamo animali sociali che vivono immersi nella propria individualità attimo dopo attimo.

Tramite l’interiorità sconfinata della nostra personalità riusciamo ad avere rapporti costruttivi e interconnessi con gli altri individui della nostra specie.

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